L’obiettivo del Governo è di mettere mano ad una vera e propria riforma delle pensioni: i primi provvedimenti saranno inseriti nella Legge di Bilancio. Intanto entro dicembre 2022 scadono Quota 102, Ape Sociale e Opzione Donna. Ad oggi, l’unica cosa certa è che, in assenza di nuova normativa, a partire dal 1° gennaio 2023 resteranno possibili le due tipologie ordinarie di uscita per pensionamento previste dalla Legge Fornero:
– pensione di vecchiaia a 67 anni di età ed almeno 20 anni di contributi
– pensione anticipata con 42 e 10 mesi anni di anzianità contributiva per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne senza requisiti legati all’età anagrafica.


In merito alla “Quota 100” introdotta per l’anno 2021 che prevedeva l’accesso al pensionamento anticipato per coloro che hanno perfezionato i requisiti, 62 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31/12/2021, chi ha maturato i requisiti richiesti entro il 2021 avrà la possibilità di andare in pensione anche negli anni successivi. Anche per coloro che hanno perfezionato il diritto a pensione, nell’arco del 2022, con “Quota 102”, 64 anni di età e 38 anni di contributi entro il 31/12/2022, se decidono di continuare a lavorare, potranno accedere al pensionamento anche nel 2023, 2024 ed anni successivi. Oltre a queste rimangono in vigore la pensione anticipata per i lavoratori “precoci” e il pensionamento per i lavoratori che svolgono attività usuranti.

NOVITA’ LEGGE DI BILANCIO (in aggiornamento)
Le novità pensionistiche presenti nella bozza della Legge di Bilancio 2023 sono oggetto di discussione e, soprattutto, di emendamenti da parte delle forze politiche. Ma quali sono le prestazioni sotto esame?

Ape Sociale
L’anticipo pensionistico sembra destinato alla proroga per il 2023 senza cambiamenti rispetto al 2002: è rivolto ai lavoratori con almeno 63 anni di età che si trovino in condizioni particolari (vedi Ape Sociale 2022) e dovrebbe essere confermato anche il suo importo massimo pari a 1.500 euro per dodici mensilità.

Opzione Donna
La possibile proroga di questa uscita pensionistica anticipate, rivolta alle donne con 35 anni di anzianità e 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti o 59 anni per quelle autonome, stando a quanto è in discussione, sarà prorogata anche per il 2023 con requisiti più restrittivi per le lavoratrici che dovranno poter far valere, oltre ai requisiti anagrafici e di contribuzione, le seguenti condizioni alternative:
• Lavoratrici licenziate o dipendenti in aziende con stato di crisi aperto presso il Ministero
• Lavoratrici con disabilità pari o oltre il 74%
• Lavoratrici che assistono familiari disabili
Altra questione in discussione riguardo ad Opzione Donna è legata alla durata della proroga che potrebbe essere di 6 o 8 mesi, però con i requisiti attualmente in vigore.

Quota 103
Dopo Quota 100 e quota 102, potrebbe essere introdotta per il 2023 il pensionamento anticipato con Quota 103: 62 anni di età e 41 anni di contributi.