STRANIERO IN ITALIA
Ricongiungimento familiare

Può richiedere il ricongiungimento familiare lo straniero residente in Italia, titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno in corso di validità, di durata non inferiore ad un anno. Il richiedente deve disporre di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità abitativa oltre ad un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni famigliare da ricongiungere.

Può essere richiesto il ricongiungimento per i seguenti famigliari:

· coniuge – non legalmente separato – di età non inferiore ai 18 anni;

· figli minori di anni 18 al momento della presentazione dell’istanza (sono equiparati ai figli i minori adottati/affidati/sottoposti a tutela);

· figli maggiorenni a carico con invalidità totale;

· genitori a carico che non hanno altri figli nel Paese di origine o di provenienza, oppure nel caso di genitori ultrasessantacinquenni, se gli altri figli sono impossibilitati al loro sostentamento per gravi e documentati motivi di salute.

 

Per presentare la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare è possibile rivolgersi al Patronato Acli che provvederà all’invio della richiesta, con modalità informatiche, allo Sportello Unico per l’Immigrazione di competenza.

Il nulla osta rilasciato dal SUI dovrà poi essere presentato (entro 6 mesi dal rilascio) dai familiari all’estero alla Rappresentanza consolare italiana competente, per la richiesta del visto di ingresso.

All’atto della richiesta del visto per ricongiungimento famigliare, dovrà essere esibita la documentazione che attesta l’effettiva parentela tra il ricongiungente e il ricongiunto. Detta documentazione deve essere debitamente tradotta e legalizzata.

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